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lunedì 2 dicembre 2019

Antonietta Laterza - discografia parziale


Antonietta Laterza (Bologna, 13 gennaio 1953) è una cantautrice e attrice teatrale italiana. Antonietta Laterza si definisce “diversamente abile come tutti” e si batte da sempre per una nuova identità della donna portatrice di valori contro le barriere fisiche e culturali.



1975

Simona
Cara madre
Aborto-sacrificio
Onirica
Mariarosa
Se ero io
La malcontenta
La montagna
Mia dolce signora
Cento migliaia di anni
Dovevo dimostrare
Il complesso
Noi siamo stufe



1979

Via Malvasia
Le belle signore
Rita G.
E cinquecento catenelle d'oro
Rosa Luxemburg
Lato B
Carla è una mia amica
Diventare buoni
Dove guardi
Il principino
Addio dalle luci




1992

Donne a Marrakech
Senza barriere
I bambini del mondo
Campioni
Oca oca
Persone
Splendidi perché
Nini
Roosvelt goodbye
I' te vurria vasà






In un contesto di rappresentazione della vita e della società, non in quanto Società dello Spettacolo ma in quanto Spettacolo della Società, io ne ero esclusa, perché non rientravo nei paradigmi dei modelli televisivi e discografici. Ma quando nel 1992 feci il disco sulla diversità, DONNE A MARRAKECH, allora venni contattata e invitata nelle tv pubbliche e private, proprio per rappresentare l’artista disabile come esempio di valore. In ogni caso, non venivo mai semplicemente rappresentata come un’artista uguale gli altri, ma proposta in quanto bandiera di inclusione sociale. Proprio per questo motivo venivo esclusa dai format televisivi del tipo varietà, gare canore e Festival musicali quali Sanremo! E venni esclusa per un pelo. Inviai la mia canzone ma siccome partecipava anche Pier Angelo Bertoli, sostenuto da Caterina Caselli, Aragozzini disse “Due carrozzine sono troppe!”
Ho proseguito facendo teatro, cinema e video, sempre alla ricerca di nuove auto-rappresentazioni artistiche. La partecipazione al film Perdiamoci di vista di Carlo Verdone, il Roxy Bar, la Festa della Befana sono solo alcuni dei progetti di questi anni.
La mia vita resta, comunque, una lunga performance: ogni mia azione, ogni mia uscita è una esibizione, una provocazione al senso comune di normalità, una trasgressione automatica, involontaria che costringe a una sorta di rifondazione dei principi dell’arte e dell’artista, a costruire nuovi parametri, nuovi paradigmi mettendo in discussione mode e stili. Arte come lotta, come esperienza non ideologizzata, il mio percorso resta una sfilata continua su una passerella riflessa da uno specchio, lo specchio liquido della vita.