Lettori fissi

martedì 30 aprile 2019

Eugenio Finardi al Festival di Sanremo


   Eugenio Finardi (Milano, 16 luglio 1952) è un cantautore italiano.


1985 - Vorrei svegliarti


Sono le quattro del mattino
E io sono sveglio accanto a te
Tu mi stai dormendo vicino
Ma è come se fossi a mille miglia da me
Vorrei cosi tanto svegliarti
La sola cosa che direi
È che dopo tutto
Ti amo come sei
I miss you tonight
I miss you tonight
I miss you tonight
I miss you tonight
Mi manchi e lo sai
Io ti sento cosi lontana
Anche se dormi accanto a me
Eppure nessuna donna mai
Mi è stata più vicina di te
Non riesco più a capirti
Non so che cosa vuoi
Ma non riesco a immaginarmi
Senza di te
I miss you tonight
I miss you tonight
I miss you tonight
I miss you tonight
I miss you tonight
I miss you tonight


1999 - Amami Lara


Lara lotta sola contro il mondo
Cerca di sentirlo meno finto
Lara vuole andare fino in fondo
Sola persa nel suo labirinto
Lei non sa che la so vedere
Lei non lo sa che le vorrei dire
Amami Lara
Amami ancora
Guardami dentro solo un momento
Fermati un poco esci dal gioco
Fatti aiutare non ricominciare
Dammi un minuto fammi salvare
Credo nella forza dell'amore
Chiedo più rispetto ed attenzione
Ma negli occhi della gente
Leggo solo delusione
Quel che sento non vale niente
E'solo un sogno, un'illusione
Amami Lara
Amami ancora
Guardami dentro solo un momento
Fermati un poco esci dal gioco
Fatti aiutare non ricominciare
Dammi un minuto fammi salvare
Soli nel tempo indifferente
A caccia di tutto ma non resta niente
Cambia la faccia degli ideali
Tutti anoressici sentimentali
Lei non sa che la so vedere
Lei non lo sa che le vorrei dire
Amami Lara
Amami ancora
Guardami dentro solo un momento
Fermati un poco esci dal gioco
Fatti aiutare non ricominciare
Dammi un minuto fammi salvare
Amami Lara
Giochiamo ancor


2012 - E tu lo chiami Dio


Vorrei volare ma non posso,
E resto fermo qua
Su questo piano che si chiama terra
Ma la terra si ferma…
Appena mi rendo conto
Di avere perso la metà del tempo
E quello che mi resta è di trovare un senso
Ma tu, sembri ridere di me,
Sembri ridere di me…
E tu lo chiami Dio
Io non dò mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te…
Ma conosco l’amore
Io, io che ho visto come te
Dritto in faccia il dolore..
Vorrei volare ma non posso
e spingermi più in là
Adesso che si fa silenzio attorno
Ma il silenzio mi parla…
Devo combattere con le mie lacrime,
mica con una poesia
E non c’è ordine nei letti d’ospedale
Come in una fotografia rivedo
dritta sulle spalle la mia figura..
E tu lo chiami Dio
Io non dò mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te…
E tu lo chiami Dio
Io non dò mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te…
Ma conosco l’amore
Io, che ho visto come te
Dritto in faccia il dolore..
E tu lo chiami Dio
Io non dò mai nomi
Acose più grandi di me
Perché io, io sono come te…

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